Mentre percorrete questa strada ad un certo punto iniziate ad intravedere in lontananza una grande colonna di fumo alzarsi da quelle che sembrano le rovine di una città. Ad un certo punto dinnanzi a voi un uomo in armatura sta camminando, una spada al fianco, si avvicina sempre più, fino a quando poi alle sue spalle voi state camminando e i vostri passi percorrono una strada battuta piena di detriti. L'atmosfera poi sembra cambiare, l'uomo si volta verso di voi, capelli scuri, lunghi, baffi, un pizzetto. Lo riconoscete, è come se lo aveste già visto in quella visione quando eravate seduti con lui a discutere di ciò che erano i vostri piani per il futuro. L'uomo si volta verso di voi, muove le labbra, non riuscite a capire quello che dice, voi fate un passo, vi guardate, indosso delle vesti di color viola, porpora, con intarsi d'oro. Poi la voce dell'uomo inizia ad essere udibile: "Maestro".
Alzate lo sguardo, dietro all'uomo di fronte a voi vedete una creatura, sembra un ragazzino, forse un bambino, non sapreste dirlo, pelle rossa, una coda spunta da sotto un mantello. L'uomo estrae la spada, si avvicina verso di lui, come a voler porre fine alla sua esistenza.
Ma voi intervenite: "Fermo... potrebbe tornarci utile."
L'uomo con la spada si volta: "Ma è un cambion mio signore."
"Esatto, non possiamo sapere cosa la via ci mette davanti, portiamolo con noi, ha già perso tutto. Potrebbe darci molto di più di quanto immagini.".
Il vostro sguardo si alza dal ragazzino, oltre l'orizzonte, verso le rovine di quella città data alle fiamme.